Storia e Cultura

Le origini di Castelfidardo sono da rintracciarsi in un primo abitato sorto nelle selve a ridosso dell'area centuriana dei romani, in località "Varulliani", lungo il corso del fiume Aspio. Da qui il villaggio venne trasferito sulla cima del colle, in un punto più facilmente disponibile e di maggiore interesse strategico, variamente ricordato nei documenti medievali a partire dal 1100 come "Castrum Giuccardi" o "Giccardi" oppure "Ficcardi".

Alcuni storici locali ritengono che i primi abitanti dovessero provenire dalla vicina Osimo ma i reperti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi condotti nel territorio hanno provato l'esistenza di stretti legami tra Numana e questi primi abitatori; risulta inoltre confermata la dipendenza della prima chiesa di esperti dardo dalla diocesi di Numana.

Alcuni storici locali ritengono che i primi abitanti dovessero provenire dalla vicina Osimo ma i reperti archeologici rinvenuti nel corso degli scavi condotti nel territorio hanno provato l'esistenza di stretti legami tra Numana e questi primi abitatori; risulta inoltre confermata la dipendenza della prima chiesa di esperti dardo dalla diocesi di Numana.

Certamente però una comunità di osimani sfuggiti all'assedio delle truppe di Belisario si stabilì nel territorio fondandovi una chiesa dedicata San Vittore.

Un possibile legame di dipendenza dalla città di Ancona, almeno per il periodo alto medievale, troverebbe riscontro dall'annuale offerta di un "pallio" che castellani facevano a quella città.

Nel corso del medioevo i vicini centri maggiori imposero o cercarono di imporre il loro predominio sul "Castrum" e per lunghissimo tempo gli scontri con queste città si susseguirono con drammatica frequenza, esasperati dal costruirsi dei due opposti schieramenti che contrapponevano i sostenitori del Papa ai fedeli dell'Imperatore: le battaglie cominciarono con la distruzione di Castelfidardo da parte delle truppe di re Enzo nel 1240. La successiva ricostruzione fu voluta dal pontefice Gregorio IX.

Dalla prima metà del '300 fino agli inizi del '500 Castelfidardo subì l'alternarsi di varie dominazioni che perdurarono anche se l'intero territorio della marca venne rivendicato dal Papa fin dalla redazione delle Costituzioni Egiziane, composte nel 1357 dal Cardinale Egidio d'Albornoz. Passato sotto il diretto dominio pontificio, il libero comune di Castelfidardo ottenne gli statuti, pubblicati a Macerata nel 1588. Gli statuti regolarono infine tutti gli aspetti della vita civile religiosa, favorendo lo sviluppo delle principali attività locali, l'agricoltura e la tessitura.

Lo sviluppo ed un certo benessere arrivarono però solo nel XVIII secolo, poiché nel corso del '600 le rendite dei terreni agricoli erano gravate dallo stretto controllo della Santa Casa di Loreto. L'aumento del numero di abitanti, favorito anche dal lento decrescere di virulenza delle pestilenza che afflissero per secoli quella popolazione e dalle ripetute ondate migratorie di genti provenienti dalla penisola balcanica, corrisponde un certo ampliamento dell'area urbana, grazie all'erezione di numerose abitazioni ed all'insediamento a Castelfidardo di nuove comunità religiose: alcune fra le più importanti chiese locali devono il loro aspetto attuale a lavori di ristrutturazione condotti in questo periodo.

Questo lento ma costante miglioramento economico e sociale proseguì anche nel corso del secolo successivo, portando all'apertura di nuove scuole ed all'inizio delle prime attività di tipo industriale, grazie all'ingegno ed all'intuizione di Paolo Soprani, fondatore della prima fabbrica per la produzione delle fisarmonica: nel frattempo anche gli avvenimenti politici erano maturati portando Castelfidardo all'onore delle cronache come teatro della battaglia tra le truppe sabaude e quelle pontifice.

Oggi gli storici riconoscono che l'esito di questi scontri risultarono d'importanza fondamentale per il processo di unificazione dell'Italia: a causa della vittoria riportata a Castelfidardo dal generale Cialdini il 18 settembre 1860 le truppe pontefice arretrarono fino ad Ancona, dove subirono un assedio e, strette da terra e da mare furono costrette la capitolazione. Con quest'atto, avvenuto il 29 settembre 1860, le Marche entravano a far parte del Regno sabaudo.

Divenuta finalmente italiana, Castelfidardo continuò il cammino di sviluppo già intrapreso. Arrivò la ferrovia e migliorano i collegamenti, ormai necessari a quello che era diventato, per la produzione delle fisarmoniche, un'importante centro industriale: da Castelfidardo le fisarmoniche arriveranno un po' ovunque, facendo conoscere nel mondo il nome della cittadina.

I grandi benefici portati dalla nuova attività hanno favorito la notevolissima espansione di Castelfidardo, che dal 1988 si può fregiare del titolo di "città".